Visualizzazione post con etichetta commenti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta commenti. Mostra tutti i post

mercoledì 15 maggio 2013

le peggiori foto della mia vita.

Oggi ho stampato le peggiori foto della mia vita. E non mi riferisco agli aspetti tecnici delle fotografie che faccio per professione o quelle dei miei clienti. Alla vigilia dell'ennesima udienza che si terrà domani (16-5-2013) ho dovuto stampare alcune foto del tiro a segno di Pistoia dopo l'incendio. Un paradosso se si pensa che ho dovuto stampare le foto del posto dove è morto mio padre nello studio fotografico che era di mio padre. L'ennesimo richiamo a quel giorno maledetto , le pareti bruciate, le strutture distrutte e quel buio in fondo al tunnel, dove giaceva il corpo di mio padre in un inutile tentativo di salvarsi da una trappola che non aveva vie di uscita, dove l'unica possibile era bloccata dalle fiamme e l'altra non c'era, perché chiusa con una lastra di cartongesso, tanto non sarebbe mai dovuta essere utilizzata. Appena le fotografie sono uscite dalla stampante ho vissuto di nuovo quei momenti ed ho risentito quel tremendo odore di cenere ed acqua che ho sentito per giorni dopo l'incidente e che è l'ultimo ricordo che ho di quel pomeriggio di luglio. Il processo un giorno finirà , ci saranno dei colpevoli oppure no , non lo posso sapere ma posso solo sperare che ci siano delle condanne, che pretendo non per vendetta o per rivalsa ma perché i responsabili possano rendersi conto di quanto male ha causato la loro leggerezza e  quanto facile sia sopravvalutare i pericoli se non si fanno le cose nel rispetto delle norme e delle leggi. Aspetto già i commenti che diranno che in italia è normale fare cosi: no non è normale; è sbagliato e per questo che le persone responsabili devono pagare per gli errori che hanno commesso. Allego due foto, non sapendo nemmeno se faccio bene o male. Le ultime foto che mio padre non avrebbe mai voluto stampare.....

mercoledì 13 aprile 2011

«Voglio sequestrare un prete in Duomo»

Domenica mattina di follia di un sessantenne ex guardia giurata. Va al poligono. Sparisce con una pistola e 50 colpi. Poi in taxi si fa portare in centro
05 aprile 2011


Ha “rubato” una pistola e 50 pallottole al poligono di Biella da dove è riuscito ad allontanarsi,«per fare un gesto eclatante».

È cominciata così, la domenica di follia di Leonardo Sega, 60 anni, fino al 2007 guardia giurata, di fatto senza fissa dimora.

Nella sua mente lo scopo di quella pistola in tasca era quello di sequestrare un sacerdote nel Duomo di Biella mentre stava confessando per poi far fuoco su di se. Così ha poi raccontato ai carabinieri che lo hanno convinto a consegnare la pistola.

Tutto è cominciato verso le dieci di domenica quando l’ex guardia giurata si è presentata al Poligono di tiro di via Collocapra. Era un volto consociuto e comunque una persona di bella presenza con tutti i documenti all’apparenza in regola sebbene nel frattempo l’uomo abbia collezionato una serie incredibile di denunce per truffa.

Dopo aver pagato il dovuto Sega si è fatto consegnare la pistola calibro 7,65 e 50 proiettili poi si è diretto verso la linea di tiro. Copn la scusa di andare in bagno, Leonardo Sega è riuscito ad eludere qualsiasi controllo ed è uscito dal poligono dove lo attendeva un taxi che lui stesso aveva chiesto.

«Mi porti in Duomo» ha detto l’uomo al taxista che così ha fatto.
Intanto nella mente dell’ex guardia giurata stava prendendo corpo l’idea di un qualche gesto eclatante: rapire un sacerdote, forse per costringerlo ad una confessione. Ma quando ha oltrepassato le porte della cattedrale ha scoperto che c’erano molti fedeli.

A questo punto, qualcosa è scattato nella mente di Leonardo Sega che, uscito dalla Cattedrale ha composto il 112.

Nel frattempo era già scattato l’allarme dal poligono non appena i responsabili si sono accorti dell’assenza dell’uomo ma soprattutto che si era portato con sè la pistola e i 50 proiettili.

Per questo alcuni pattuglie del nucleo radiomobile stavano controllando il centro città, inoltre era già stata sentita la testimonianza del taxista il quale aveva indicato il luogo in cui aveva accompagnato il cliente.

Così quando Sega ha telefonato al 112 chiedendo di poter parlare con il maresciallo Migliaccio i militari sono riusciti ad individuare la cellula di chiamata del gestore di telefonia mobile e a far confluire gli equipaggi in zona: i giardini Zumaglini.

Con estrema prudenza, proprio in considerazione dell’ora e per la presenza di famiglie lungo i viali del giardino pubblico, i carabinieri si sono avvicinati all’uomo convicendolo dapprima a consegnare l’arma.

Nel farlo Leonardo Sega ha raccontato che era sua intenzione compiere un gesto eclatante per poi suicidarsi ma che prima avrebbe avuto intenzione di sequestrare un sacerdote del Duomo. «Ma quando sono entrato in chiesa e l’ho vista gremita di fedeli non me la sono sentita».

L’uomo ha quindi consegnato la pistola lasciandosi arrestare. L’uomo è accusato di furto aggravato e porto abusivo di armi e munizioni.