venerdì 17 maggio 2013

Tutti contro...ma tutti compatti contro l'evidenza

Quante altre conferme dobbiamo aspettare e quante altre dichiarazioni di testimoni in teoria a difesa degli imputati che invece confermano con le loro dichiarazioni le responsabilità degli imputati stessi. È superfluo commentare oltre

mercoledì 15 maggio 2013

le peggiori foto della mia vita.

Oggi ho stampato le peggiori foto della mia vita. E non mi riferisco agli aspetti tecnici delle fotografie che faccio per professione o quelle dei miei clienti. Alla vigilia dell'ennesima udienza che si terrà domani (16-5-2013) ho dovuto stampare alcune foto del tiro a segno di Pistoia dopo l'incendio. Un paradosso se si pensa che ho dovuto stampare le foto del posto dove è morto mio padre nello studio fotografico che era di mio padre. L'ennesimo richiamo a quel giorno maledetto , le pareti bruciate, le strutture distrutte e quel buio in fondo al tunnel, dove giaceva il corpo di mio padre in un inutile tentativo di salvarsi da una trappola che non aveva vie di uscita, dove l'unica possibile era bloccata dalle fiamme e l'altra non c'era, perché chiusa con una lastra di cartongesso, tanto non sarebbe mai dovuta essere utilizzata. Appena le fotografie sono uscite dalla stampante ho vissuto di nuovo quei momenti ed ho risentito quel tremendo odore di cenere ed acqua che ho sentito per giorni dopo l'incidente e che è l'ultimo ricordo che ho di quel pomeriggio di luglio. Il processo un giorno finirà , ci saranno dei colpevoli oppure no , non lo posso sapere ma posso solo sperare che ci siano delle condanne, che pretendo non per vendetta o per rivalsa ma perché i responsabili possano rendersi conto di quanto male ha causato la loro leggerezza e  quanto facile sia sopravvalutare i pericoli se non si fanno le cose nel rispetto delle norme e delle leggi. Aspetto già i commenti che diranno che in italia è normale fare cosi: no non è normale; è sbagliato e per questo che le persone responsabili devono pagare per gli errori che hanno commesso. Allego due foto, non sapendo nemmeno se faccio bene o male. Le ultime foto che mio padre non avrebbe mai voluto stampare.....

martedì 3 luglio 2012

Continuano gli incidenti

venerdì 9 marzo 2012

Non ricordo..mi sembra..questo lo ricordo bene NON AGIBILE

Altra udienza del processo ai tre imputati (Rocchi,Cecchi e Banci) per l'incidente di Pistoia dove ha testimoniato il teste Gaggioli, ex consigliere del tsn fino a pochi mesi prima dell'incidente.
Reticenze, non ricordo, mi pare ecco quello che viene fuori dalla sua testimonianza.Un gestione amichevole del TSN , dove si firmavano i verbali di consiglio senza averli letti ne avervi partecipato. Dove emerge che il presidente spendeva ( e spende aggiungo io visto che si sta facendo pagare le spese legali dal tsn) in autonomia e senza nessun controllo da parte degli altri consiglieri. Una serie di non ricordo, di non so , che per un consigliere che è stato 6 anni dentro il consiglio hanno fatto riprendere il teste anche dal giudice che evidentemente fiutava la reticenza ad ammettere e confermare certe cose. Del resto se frequentassi ambienti dove è facile che parta un colpo inavvertitamente, o che ti scoppi una carabina in mano, un pò di reticenza l'avrei anche io.
Lo stand dei 100mt che prima esisteva da sempre , poi pare sia stato costruito negli anni 90 , poi nel 2000.
"ma come sig. Gaggioli? E' stato li sei anni e non ricorda se una costruzione c'era o non c'era?" questa una delle osservazioni del giudice al teste che evidentemente non ricordava bene alcuni dettagli.
Altri però li ricordava bene , come ad esempio fosse stato abilitato a fare il direttore di tiro SENZA avere mai avuto una formazione specifica in materia di sicurezza, senza aver avuto una istruzione in merito alle DTp1 e DTp2 , che lo stesso ammette di aver letto solo dopo l'incidente.
Ed anche un altro piccolo particolare si ricordava bene il teste, che al momento dell'incidente non c'era una liena di tiro agibile, forse quella dei 25 mt. ma non è sicuro se fosse scaduta l'agibilità e da quanto. Per lo stand dei 100mt. quello dell'incidente il problema non si pone.Non è mai stato omologato per quel tipo di spari e attività, doveva essere chiuso, non doveva essere utilizzato e se cosi fosse oggi non saremmo qui , sempre più arrabbiati e sempre più convinti delle responsabilità non solo locali ma anche nazionali , uits e genio militare , che hanno contribuito alla genesi di questi incidenti.

venerdì 16 dicembre 2011

6000 euro....


ecco quanto vale la vita di un uomo perbene.



Venerdì 16 Dicembre 2011,
Sei mesi di reclusione convertiti in una pena pecuniaria di 6.840 euro, a cui si aggiungono mille euro per le spese di costituzione di parte civile sostenute da Liano Grizzo, uno dei tre ustionati nell’incendio scoppiato il 1. novembre del 2008 al Poligono di via Tiro a Segno e costato la vita al cinquantenne Fernando Toffolo di Fontanafredda. Il patteggiamento era stato concordato con il pm Annita Sorti dalla difesa del generale Antonio Carrabba, 64 anni, imputato in qualità di presidente dell’associazione per ipotesi omissive che hanno portato alla triplice accusa di omicidio colposo, lesioni e incendio. Ieri pomeriggio l’istanza ha avuto il sigillo del giudice monocratico Roberta Bolzoni. Gli avvocati Paolo Dell’Agnolo e Remo Anzovino, partendo da un anno di reclusione, hanno ottenuto le attenuanti generiche, l’applicazione del cumulo giuridico e lo sconto di un terzo della pena per il rito.
L’istanza di patteggiamento è stata presentata in dibattimento, contestualmente a una memoria scritta, dopo che il pm aveva chiesto a un maresciallo dei carabinieri atti di indagine integrativi, successivi al rinvio a giudizio. È la prima sentenza pronunciata dal Tribunale di Pordenone sulla tragedia di via Tiro a Segno. Resta in piedi la posizione del direttore di tiro, Ettore Mei, 63 anni. Anche lui risponde di concorso in omicidio colposo e lesioni. Ieri il suo legale - Arnaldo De Vito - e lo stesso pm erano disposti a discutere il processo. Rinunciando all’istruttoria. Ma il giudice ha preferito spogliarsi del fascicolo, in quanto aveva già avuto modo di leggere atti e memorie in esso contenute. Si torna in aula il 10 gennaio. Con un altro giudice. La difesa, che in questi tre anni si è sempre battuta per dimostrare l’estraneità di Mei, ha ottenuto l’acquisizione del fascicolo del pm. Significa che chiederà il giudizio del direttore di tiro senza istruttoria dibattimentale. Una scelta rafforzata da perizie favorevoli a Mei, secondo le quali non avrebbe avuto responsabilità nell’incendio, ma si sarebbe limitato a seguire i compiti che gli spettavano in qualità di direttore di tiro.
Intanto la prima sentenza sarà utilizzata in sede civile. La moglie di Grizzo e le altre vittime dell’incendio hanno instaurato una causa. Dopo tre anni non hanno ancora ottenuto un euro di risarcimento, come conferma l’avvocato Giancarlo Rizzieri. Il processo si terrà a Trieste. È stato citato il ministero della Difesa, a cui spettava il compito di rilasciare autorizzazioni e agibilità del Poligono. Chiamati in causa anche lo stesso generale Carrabba, l’Unione italiana Tiro a segno e l’associazione di Pordenone. Dopo un palleggiamento di responsabilità, le assicurazioni si sono costituite.

Venerdì 16 Dicembre 2011,
PORDENONE - (c.a.) «Il generale Antonio Carrabba era estraneo alle accuse. Ha chiesto il patteggiamento scegliendo la conversione della pena per mera responsabilità oggettiva di posizione, come presidente del Poligono». Gli avvocati Paolo Dell’Agnolo e Remo Anzovino sono soddisfatti del patteggiamento ottenuto. «Abbiamo ricostruito in modo alternativo la concatenazione di passaggi che hanno portato alla morte di Toffolo - spiegano - Carrabba pur di non stare dieci anni a processo ha accettato una pena pecuniaria che non andasse a toccare la sua onorabilità».
Indagini e processo sono state molto complesse. Perizie, controperizie e memorie difensive contestavano la ricostruzione della Procura. La difesa di Carrabba aveva scaricato le responsabilità sulla vittima, Fernando Toffolo, e sul direttore di tiro. Secondo loro, quel giorno sarebbe stata usata una pistola non consentiva. L’incendio si scatenò per la presenza di materiale incombusto, ma - secondo Dell’Agnolo e Anzovino - «non quello derivante dalla mancanza di pulizia del pavimento di sabbia, bensì quello prodotto da un’arma che lì non poteva sparare e che il direttore di tiro doveva vietare». Ricostruzione contestata dalla difesa di Ettore Mei, a sua volta rimasto gravemente ustionato nell’incendio.
altre notizie :
http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2011/12/16/news/esplosione-al-poligono-nessuno-paga-1.2859204

mercoledì 23 novembre 2011

PORDENONE : CHIESTO DI NUOVO IL PATTEGGIAMENTO

martedì 27 settembre 2011

23 settembre 2011


Iniziato il processo , nella sua parte dibattimentale , vengono ascoltati i primi testimoni , i presenti al momento dell'incidente .Le testimonianze concordano su alcuni punti salienti

1) nessuno ha mai ricevuto indicazioni su come comportarsi in caso di emergenza , ne prima ne durante l'incidente
2) il direttore di tiro , come si evince chiaramente anche dal video , stava sparando anzichè supervisionare all'attività di sparo
3)l'incendio è durato pochissimi secondi , 19/20 secondi dalla fiammella iniziale alle fiamme invalicabili.

venerdì 9 settembre 2011

meglio tardi che mai.....NO

3 morti , diversi feriti , tanto dolore che non se ne andrà mai , e solo adesso la federazione , rappresentata nella persona del ing Obrist , uno dei tanti "messi li" ad aggravare il bilancio statale si accorge che i poligoni devono essere bonificati quotidianamente. Ovviamente una circolare basta per avere la coscienza pulita e sentire di aver fatto il proprio dovere . Peccato che poi nessuno andrà a verificare se e come verrà messa in atto questa circolare. Fino ad ora la risposta è abbastanza facile....

Campionato Italiano Avancarica 2011-2012

martedì 19 luglio 2011

altri a giudizio

mercoledì 13 aprile 2011

«Voglio sequestrare un prete in Duomo»

Domenica mattina di follia di un sessantenne ex guardia giurata. Va al poligono. Sparisce con una pistola e 50 colpi. Poi in taxi si fa portare in centro
05 aprile 2011


Ha “rubato” una pistola e 50 pallottole al poligono di Biella da dove è riuscito ad allontanarsi,«per fare un gesto eclatante».

È cominciata così, la domenica di follia di Leonardo Sega, 60 anni, fino al 2007 guardia giurata, di fatto senza fissa dimora.

Nella sua mente lo scopo di quella pistola in tasca era quello di sequestrare un sacerdote nel Duomo di Biella mentre stava confessando per poi far fuoco su di se. Così ha poi raccontato ai carabinieri che lo hanno convinto a consegnare la pistola.

Tutto è cominciato verso le dieci di domenica quando l’ex guardia giurata si è presentata al Poligono di tiro di via Collocapra. Era un volto consociuto e comunque una persona di bella presenza con tutti i documenti all’apparenza in regola sebbene nel frattempo l’uomo abbia collezionato una serie incredibile di denunce per truffa.

Dopo aver pagato il dovuto Sega si è fatto consegnare la pistola calibro 7,65 e 50 proiettili poi si è diretto verso la linea di tiro. Copn la scusa di andare in bagno, Leonardo Sega è riuscito ad eludere qualsiasi controllo ed è uscito dal poligono dove lo attendeva un taxi che lui stesso aveva chiesto.

«Mi porti in Duomo» ha detto l’uomo al taxista che così ha fatto.
Intanto nella mente dell’ex guardia giurata stava prendendo corpo l’idea di un qualche gesto eclatante: rapire un sacerdote, forse per costringerlo ad una confessione. Ma quando ha oltrepassato le porte della cattedrale ha scoperto che c’erano molti fedeli.

A questo punto, qualcosa è scattato nella mente di Leonardo Sega che, uscito dalla Cattedrale ha composto il 112.

Nel frattempo era già scattato l’allarme dal poligono non appena i responsabili si sono accorti dell’assenza dell’uomo ma soprattutto che si era portato con sè la pistola e i 50 proiettili.

Per questo alcuni pattuglie del nucleo radiomobile stavano controllando il centro città, inoltre era già stata sentita la testimonianza del taxista il quale aveva indicato il luogo in cui aveva accompagnato il cliente.

Così quando Sega ha telefonato al 112 chiedendo di poter parlare con il maresciallo Migliaccio i militari sono riusciti ad individuare la cellula di chiamata del gestore di telefonia mobile e a far confluire gli equipaggi in zona: i giardini Zumaglini.

Con estrema prudenza, proprio in considerazione dell’ora e per la presenza di famiglie lungo i viali del giardino pubblico, i carabinieri si sono avvicinati all’uomo convicendolo dapprima a consegnare l’arma.

Nel farlo Leonardo Sega ha raccontato che era sua intenzione compiere un gesto eclatante per poi suicidarsi ma che prima avrebbe avuto intenzione di sequestrare un sacerdote del Duomo. «Ma quando sono entrato in chiesa e l’ho vista gremita di fedeli non me la sono sentita».

L’uomo ha quindi consegnato la pistola lasciandosi arrestare. L’uomo è accusato di furto aggravato e porto abusivo di armi e munizioni.

mercoledì 9 febbraio 2011

IN CHE MANI SIAMO?:"la pistola rubata al poligono di tiro"

ops..non sapevamo..., c'è ne siamo accorti tardi....sembrava tutto a posto...e nel frattempo un pazzo commette una strage....ecco come succedono le tragedie: facendo gestire degli arsenali a degli incapaci che a pensano solo ad intascare le quote....

ecco l'articolo:
"

la pistola rubata al poligono di tiro

«Ha scambiato la Beretta con un giocattolo»
I responsabili del centro rischiano l'accusa di omesso controllo

Marcello Pistone

Marcello Pistone

Ha pianificato la strage nei minimi dettagli Marcello Pistone. Per portare a termine il suo folle piano aveva bisogno di una pistola ed è andato a prenderla dove ce n’è in abbondanza. La vecchia Beretta calibro 7.65 usata per sterminare la sua famiglia l’ha rubata domenica con disarmante facilità al poligono di tiro, beffando controlli e regolamenti.

Erano le undici e mezza, un’ora prima della strage. Un piano studiato a fondo e partito da lontano. Il 28 gennaio il 48enne palermitano si è presentato in via Agucchi e ha compilato i moduli per l’iscrizione (dichiarando il falso, cioè di non avere precedenti penali). Sparava e scriveva Pistone. Chiuso nel monolocale dove viveva preparava l’ultimo atto prima dell’uscita di scena, un testamento di tre pagine cariche d’odio. Nel frattempo faceva le prove generali al poligono.

Ai primi di febbraio è andato di nuovo a sparare. Poi domenica, finita la sessione di tiro ha sostituito la Beretta affittata al poligono con una scacciacani, l’ha riposta nella valigetta e dopo averla riconsegnata è uscito con l’arma e almeno otto proiettili in tasca. Nessuno si è accorto di niente fino a lunedì, quando il nome di Pistone era sui giornali. A quel punto la direzione del poligono ha chiamato la polizia e denunciato il furto alla squadra mobile.

La vicenda apre un capitolo delicato che rischia di procurare guai ai responsabili del poligono che potrebbero finire indagati per l’omessa custodia dell’arma. Sorprende infatti la facilità con cui Pistone, che aveva alle spalle precedenti penali, ha potuto procurarsi la pistola. Del resto per iscriversi al poligono basta un’autocertificazione, un regolamento che ha mostrato limiti oggettivi: «Sicuramente c’è stata una falla, una leggerezza. Una cosa del genere non era mai capitata, ora dovremo rivedere le procedure — dice Maurizio Calzolari, presidente del poligono — Si era iscritto da noi a fine gennaio dopo aver portato un certificato medico e firmato un’autocertificazione in cui escludeva di avere precedenti penali. Di solito chiediamo l’originale dei carichi pendenti solo in casi eccezionali. Sono le regole della federazione, non le stabiliamo noi». Dopo l’iscrizione Pistone ha frequentato un corso per principianti: «Ha fatto due lezioni, come previsto per chi non ha svolto il servizio militare. Domenica è venuto di nuovo — dice Calzolai —. La procedura prevede un doppio controllo. Alla fine della sessione il direttore di tiro verifica che la pistola sia scarica e che venga riposta nella custodia per la consegna alle segretarie che controllano ancora. Sembrava tutto a posto, nessuno si è accorto di niente, forse ha fatto lo scambio tra i due controlli. Lunedì dopo aver letto i giornali il direttore di tiro si è ricordato lui, abbiamo verificato e nella custodia c’era una pistola giocattolo».

"

giovedì 21 ottobre 2010

Soldi facili ....


Noi lo sapevamo da sempre , le voci e le ammissioni c'erano state , ora la conferma c'è ed è scritta nero su bianco ( o pixel su pixel come usa ora) . Se sei un presidente di sezione , un direttore di tiro o un guardiano e capita che ti muoia qualcuno nel tuo poligono non ti preoccupare , non ti serve nemmeno l'assicurazione rc perché tanto a pagare ci penserà indirettamente pantalone. A voler tirare la corda si può dire che a pagare è la o le vittime stesse , con le tasse che dal coni finiscono nelle casse uits e poi in quelle dei poligoni ad essa affiliati....
Ecco che a prescindere dall'esito del procedimento penale , che comunque nel caso di omicidio colposo raramente causa problemi agli imputati che dopo 3 gradi di giudizio e decine di anni vedono quasi sempre mitigate se non prescritte le già lievi condanne (se ci saranno!) nemmeno nel portafoglio va ad incidere un incidente avvenuto sotto la propria responsabilità , basta che il consiglio direttivo , che nel caso specifico coincide quasi del tutto con gli imputati faccia approvare in una assemblea compiacente che tutte le spese legali le pagherà la sezione ed il gioco è fatto....
Cari presidenti e consiglieri fate una cosa ...mettetelo negli statuti ....cosi nemmeno l'assemblea avrete da convocare al prossimo incidente....

sabato 24 luglio 2010

2 anni senza risposte


due anni , due anni con un vuoto dentro che non si riempie mai , le paure di restare soli senza niente da fare , perché l'assenza di occupazioni ti porta a pensare a quanto poco sarebbe bastato perché tutto questo non sarebbe mai successo e lui sarebbe ancora qui a giocare con mio figlio.
Due anni di dolore a cui si somma e fa da cassa di risonanza il silenzio di tutti ,l'assenza di risposte anche da chi l'ha visto morire , da chi ci ha scambiato due parole prima che l'incidente si verificasse. Tutti in trincea a difendersi e ad evitare ogni responsabilità dimenticando che in molti , in troppi , avrebbero potuto evitare questo e gli altri incidenti che prima e , purtroppo dopo , si sono verificati in questi poligoni maledetti

martedì 27 aprile 2010

Processo rinviato

giovedì 1 aprile 2010

Poligoni e sicurezza

E caro il mio anonimo vedi che bisogna stare sempre attenti a quello che si dice...Cosa dicevi delle questure?Ah si che abusano , tramite funzionari incompetenti di chi pensa ad addestrare quelli che pensano alla nostra sicurezza? Eh beh mio caro Anonimo tiratore sportivo forse hai ragione ...però sai quando si sa con chi si ha a che fare forse è meglio "abusare" di controlli che lasciar perdere perché mi pare che oltre che addestrare i buoni queste sezioni di tiro a segno sono del tutto inadeguate sia nelle strutture e gestite in maniera quanto meno approssimativa forniscano pure le armi a quelli che tanto "buoni" non sono....O quando scrivevi la tue letterina anonima non sapevi che non è la prima volta che succedeva quello che è successo alcuni giorni fa al TSN di Candela ?

Mah....secondo me le forze dell'ordine , che per fortuna ci hanno messo una pezza speriamo definitiva farebbero bene ad "abusare" di più visto che queste sezioni sono dei colabrodi da tutti i punti di vista...


Spero vivamente che tutti , ripeto tutti , si attivino per far si che vengano verificate in ogni impianto le effettive sicurezze che queste armerie possono offrire anche nell'interesse di chi ci lascia la o le proprie armi in deposito.


Recuperate 11 pistole e 22mila cartucce
rubate in un poligono e destinate ai clan

Erano destinate ai clan armi e munizioni recuperate dalla polizia: 11 pistole (di vari calibri e una ad aria compressa) e oltre 22.000 cartucce rubate in un poligono di tiro privato a Candela

Erano destinate, secondo la polizia, alla criminalità barese armi e munizioni recuperate in un'operazione dagli agenti della I sezione criminalità organizzata della squadra Mobile di Bari: armi e munizioni - 11 pistole (di vari calibri e una ad aria compressa) e oltre 22.000 cartucce - erano state in gran parte rubate, tre giorni fa, nella sede di un poligono di tiro privato a Candela, nel subappennino dauno.

Pistole e cartucce sono state recuperate dagli agenti su una vettura fermata per controlli nell'ambito di una operazione preordinata: a bordo c'erano tre persone, che sono state arrestate. La vettura è risultata rubata a Sannicandro (Bari) il 4 febbraio scorso. Le persone arrestate sono Giacomo Masellis, di 33 anni, con piccoli precedenti penali per droga, Pasquale Masellis, di 31, e Francesco Calamorea, di 21, tutti di Bitonto (Bari). Sono accusati di ricettazione e di porto e detenzione di armi comuni da sparo (una clandestina perchè priva del numero di matricola) e munizionamento.

L'operazione della polizia si è conclusa a Santo Spirito, località costiera a nord di Bari. I tre giovani erano controllati da qualche tempo nell'ambito di indagini sulla criminalità. Al momento dell'arresto hanno tentato la fuga a piedi, ma sono stati subito bloccati. Gli investigatori ritengono che stessero andando a consegnare o a nascondere le armi e le munizioni destinate a clan baresi. Non è certo che siano stati loro gli autori del furto al poligono.

"Anche a seguito di fatti di sangue - ha spiegato il dirigente della squadra Mobile di Bari, Fausto Lamparelli parlando con i giornalisti - abbiamo intensificato le attività investigative su gruppi della criminalità organizzata di Bari e su chi li rifornisce. Avevamo posto l'attenzione sui tre giovani da qualche giorno. Erano in possesso di armi che dovevano piazzare ai clan cittadini. Quello compiuto è un sequestro molto importante perché toglie la disponibilità di un vero e proprio arsenale alla criminalità barese".

mercoledì 10 marzo 2010

Caro AnoniMo...

premessa : oggi ho ricevuto questa lettera anonima, meglio sorvolare sull'opinione che il caro anoniMo ha nei confronti delle questure e delle forze dell'ordine in generale e che la dice lunga su una persona che non ha nemmeno il coraggio di firmarsi.....


no non mi do pace. Non ci penso nemmeno un poco a darmi pace e a finirla qui questa triste storia. Non la finisco perché tutti i giorni dal quel 24 luglio vedo mia madre sempre più sola e mio figlio che cresce senza un fantastico nonno quale sarebbe stato mio padre. Perché ogni sera prima di addormentarmi prego di sognare mio padre per sentire ancora la sua presenza e dormire serenamente. Non la smetto perché ogni giorno qualcuno mi ricorda che persona era e perché so che lui avrebbe fatto molto di più di quello che sto facendo io se fossi stato al suo posto.
Si il mio blog è fazioso , perché è molto più facile segnalare e evidenziare le cose che non funzionano rispetto a quelle che funzionano in un settore dove sono molte le cose che non vanno bene.
E ti ringrazio per darmi l'occasione per puntualizzare una cosa una volta per tutte qual'ora non fosse ancora chiaro : la mia non è una crociata contro il tiro a segno ne contro gli amanti di questo sport . La mia è rabbia e delusione per quello che è successo e non doveva succedere semplicemente perché tutti gli impianti in cui sono successi gli incidenti erano impianti fatiscenti e privi di ogni autorizzazione . E basta caro -poco - anonimo con questa storia che l'agibilità non conta niente. C'è una sola normativa ed è quella vigente, se è sbagliata o no non spetta a me deciderlo. A me basta che ,anzi sarebbe bastato , che venisse applicata per evitare gli incidenti semplicemente perché i poligoni inagibili sarebbero stati chiusi al pubblico. Il resto sono chiacchere inutili.
Sono quelli come te che fanno male al tsn , quelli convinti di saperla lunga e che pensano solo a nascondere lo sporco sotto al tappeto anziché sistemare bene le cose. Quelli che chiamano abusi e persecuzioni i controlli delle autorità .
Concludo rispondendo all'ultima parte della tua anonima missiva dicendoti che non hai nemmeno un idea del perché faccio quello che faccio e che la tua affermazione sull'alzare la posta ti qualifica peggio ancora dell'aver scritto ed imbucato questa lettera anonima .
Per la parte che riguarda mio padre c'è già un gup che ha decretato che tre persone devono essere giudicate per quello che è successo...forse sei tu quello poco obiettivo?

giovedì 4 marzo 2010

il valore della vita...


Sono anni che la federazione UITS è a conoscenza del problema delle agibilità. In questi due anni ne ho sentite tante e di tutti i colori e
anche se profano dell'ambiente un idea me la sono fatta .
Se di per se l'agibilità di un poligono non è sinonimo di sicurezza assoluta un impianto inagibile ma aperto denota sicuramente un fatto:
esso è gestito da IRRESPONSABILI , da persone NEGLIGENTI e stò maturando anche l'idea che non lo facciano nemmeno tanto incosapevolmente.
Insomma un tornaconto ci sarà se questi presidenti accettano il rischio di passare dei guai con gravi ripercussioni .
E' il 1995 quando viene emessa questa circolare UITS
che spiega ai presidenti delle sezioni che i poligoni inagibili non devono essere aperti al pubblico
Al punto 1 si dice che è noto che è il genio militare che rilascia le agibilità...NON L'ASL come volevano far passare qui a Pistoia , NON il sindaco come ci provano da altre parti.
Ma se l'UITS lo sa...perchè
fa finta di niente?....lo spiegheranno prima o poi...


e se negli anni non è mai stato fatto niente per ovviare al problema ci sono voluti 3 morti e un pò di feriti perchè qualcuno ( che si dice porti a casa diversi
stipendi di un operaio di bolzano per esempio) decidesse di fare qualcosa....bravo.. Edo Carlesi , Riccardo Tarlati e fernando Toffolo e rispettive famiglie
ringraziano per il tardivo intervento....per il prezioso interessamento Complimenti... un efficienza che smentisce quella altoatesina
Quali sono gli interventi che la federazione sta mettendo in atto? Corsi di formazione per i presidenti delle sezioni...e a cosa serve un corso
a persone che se ne fregano delle direttive del genio militare? Che evitano accuratamente di comunicare i dati sulle agibilità , che ignorano
le raccomandazioni di sicurezza? Secondo me servono a poco se non si cambia la mentalità di questa gente. Se non gli si spiega che la vita
vale più di un rimborso spese e di una scatola di pallottole gratis.
Bene che capiscano queste persone che i primi a rimetterci (dopo i morti e le famiglie delle vittime) sono loro. Sono loro che finiscono in tribunale e
che devono spiegare cosa NON hanno fatto per evitare gli incidenti. Perché se si può spiegare perché si è passato ad un semaforo con il rosso acceso
ben difficilmente si può spiegare perché non si è semplicemente chiuso una porta di una linea di tiro perché inagibile. Non regge nessuna scusa
perché in fondo in fondo non lo dice il dottore di assumersi certe responsabilità.
E dopo i corsi di formazione? E dopo tanta attività propedeutica ecco la ciliegina sulla torta , ecco la dimostrazione che per queste persone
i frequentatori dei poligoni del TSN sono solo dei numeri e delle rotture di scatole quando si fanno male perchè l'impianto è vecchio
decrepito e mal manutenzionato ecco la polizza assicurativa creata apposta per le sezioni:


della serie non possiamo rendere agibili gli impianti e non possiamo farli gestire a personale competente e responsabile ed allora facciamo una bella assicurazione rc per gli impianti ed i loro dirigenti
cosi...alla peggio qualcun'altro paga...





p.s.: vorrei essere ben chiaro sul fatto che non voglio fare di tutta l'erba un fascio , in questi anni ho conosciuto persone responsabili e coscenziose
che amano questo sport ma che hanno ben chiaro che la sicurezza delle persone che frequentano i loro impianti ha la precedenza su tutto il resto.
Vorrei che i primi ad esigere il rispetto di tutte le normative fossero i frequentatori degli impianti perchè sono loro per primi a rimetterci nel caso in cui succeda qualcosa...

giovedì 25 febbraio 2010

Poligoni sotto accusa , a quando una campagna "linee pulite"?

Foggia, verifiche ai Poligoni di Tiro, l’e-mail di Tarlati

di Girolamo Romussi
Pubblicato il 24 febbraio, 2010

Foggia – DI seguito la e-mail che il figlio di Riccardo Tarlati, cacciatore di Pistoia, morto il 24 luglio del 2008, nell’incendio di un poligono del tiro a segno nazionale di Pistoia, ha inviato al Questore di Foggia per esprimergli la sua gratitudine ed il suo apprezzamento per l’attività di controllo, culminato anche nella chiusura delle 2 sezioni di tiro di Foggia e Lucera, che la Divisione Pasi di Foggia ha svolto di recente sui poligono di tiro di Foggia e provincia. Nel testo viene evidenziato in particolar modo l’importanza dell’attività di prevenzione allo scopo di evitare il ripetersi in futuro di incidenti anche letali come quello che causò la morte di Riccardo Tarlati, per la quale la magistratura locale ha attivato la proceduta per omicidio colposo.

IL TESTO – “Illustrissimo signor Questore Bruno D’Agostino, mi chiamo
Andrea Tarlati e mio padre era il cacciatore deceduto nell’incendio del Tsn di Pistoia 2 anni orsono. Dalla stampa sono venuta a conoscenza dei controlli che i suoi uffici hanno effettuato nelle sezioni di alcuni poligono de Tsn nazionale della sua regione e le scrivo per ringraziarla di questi controlli e delle disposizioni cautelative di sequestro che avete intrapreso. Recentemente, presso il tribunale di Pistoia è stato disposto il rinvio a giudizio del Presidente della Sezione di tiro e di altri 3 imputati per omicidio colposo relativo appunto all’incidente dove morì mio padre. Oltre a scriverLe per ringraziarLa per l’azione preventiva da Lei intrapresa la volevo invitare a visitare il mio sito (midivertodamorire.blogspot.com) dove potrà trovare alcune notizie relative all’argomento e le volevo segnalare che le situazioni che Lei ha riscontrato nei poligoni controlli sono ampiamente diffuse a livello nazionale con situazioni di assoluta mancanza delle necessarie agibilità degli impianti e con gravi violazioni per quanto riguarda la detenzione di munizioni ed armi in quelle che dovrebbero essere armerie di provata sicurezza e che spesso sono soltanto dei ripostigli dei ripostigli senza nessuna autorizzazione prefettizia. La ringrazio nuovamente per quello che ha fatto e che sicuramente continuerà a fare e Le porgo i miei più cordiali saluti”.

LA VICENDA – NELL’AMBITO dei servizi di controlli di competennza, la Squadra della Polizia Amministrativa di Foggia ha effettuato una verifica, lo scorso 15 febbraio del 2010, nei Poligoni di Tiro a Segno nazionale del territorio, presenti a Foggia, Candela e Lucera. L’attività di controllo rientra tra quelle previste dalla normativa vigente a carico dell’Autorità di Pubblico Sicurezza per verificare la correttezza delle procedure formali e sostanziali adottate nella gestione del tiro: la tenuta di appositi registri, la custodia delle armi e delle munizioni eventualmente detenute e custodite, la presenza di personale munito di appositi profili professionali, quali il direttore di tiro, nonché la idoneità della struttura stessa ad essere utilizzata come poligono di tiro, e per la quale è necessario acquisire, periodicamente, una particolare agibilità da parte di una apposità Commissione tecnica. Gli interventi della Polizia amministrativa hanno evidenziato delle ‘anomalie’ nella tenuta delle munizioni, in eseburo rispetto al limite consentito, senza essersi muniti dell’apposita licenza rilasciata dalla Prefettura, in tutte e tre le sezioni, per complessive 100mila cartucce, che sono state sequestrate. Prive dell’agibilità, invece, in considerazione del mancato rinnovo, le strutture di Foggia e Lucera. Anche in questo caso sono state sequestrate, in via cautelare, le postazioni di tiro di entrambi le Sezioni. Si ricorda che per strutture di Foggia e Lucera si fa riferimento alla linee di tiro del Poligono, i cosiddetti ‘gabbiotti’ dove poter sparare (con sagoma n fondo). I controlli della Polizia Amministrativa sono stati attuati per evitare episodi (si pensi a Pistoia, dall’estate 2008 due persone sono rimaste uccise in due diversi incendi che si sono sviluppati nel poligono toscano ma anche a Pordenone. CndR) che possono provocare eventi grabi per l’incolumità dei tiratori.

I TRE POLIGONI OGGETTO DELLE VERIFICHE: A
Candela, gestore C.R., Strada Provinciale Ferrovia; aFoggia, gestore F.DV, V.le degli Aviatori;a Lucera, gestore M.F., via Pietra M.no Km 4,500.

I POLIGONI DI TIRO: Un poligono di tiro è un luogo circoscritto e ben delimitato in cui si pratica attività di tiro di tipo sportivo o militare. Ogni poligono è di solito supervisionato da personale esperto che vigila sul rispetto delle norme sulla sicurezza. Un poligono di tiro può essere all’aperto o al chiuso (tunnel di tiro). L’accesso, inoltre, può essere limitato a persone abilitate o iscritte poligono privato o può essere per uso pubblico. In Italia esistono tre tipi principali di poligoni: Poligono militare, di uso esclusivo al Genio militare dello Stato; Poligono pubblico sotto legida dell’UITS (Unione Italiana Tiro a Segno); poligono privato, gestito da società di tiratori affiliate o meno a società nazionali o Internazionali spesso non riconosciute dal CONI.

SUDDIVISIONE: Il Poligono di tiro comprende una zona impianti (stand di tiro) e una zona servizi. Stand di tiro: Gli stand di tiro si differenziano a seconda delle attività svolte: Attività sportiva e di promozione; – Poligoni ad aria compressa (impianto di tiro a 10 m); Poligoni a fuoco: – poligoni a 25 m (tiro con la pistola) –
poligoni a 50 m (tiro con carabina e pistola) – poligoni a lunga distanza (100 m, 200m ,300m) Attività istituzionale Poligoni a fuoco in galleria e a cielo aperto, lo stand di tiro si compone:stazione di tiro con zona degli osservatori e dei tiratori. Zona di tiro. Zona bersagli (bersagli di carta o bersagli elettronici) area parapalle. Zona servizi. La zona servizi è di forma ed ampiezza adeguate alla ubicazione e potenzialità del poligono in relazione alle singole esigenze, e comprende l’edificio sociale con i vari disimpegni, servizi igienico-sanitari, spogliatoi, pronto soccorso, posto distribuzione e custodia armi, sale didattiche, posto bar, uffici tecnici e amministrativi.

martedì 23 febbraio 2010

CONTROLLI PRESSO I POLIGONI DEL TIRO A SEGNO NAZIONALE

CONTROLLI PRESSO I POLIGONI DEL TIRO A SEGNO NAZIONALE

.

Nell'ambito dei servizi di controllo di competenza, la Squadra della Polizia Amministrativa, sempre presente sul territorio provinciale, ha effettuato una verifica dell'attività svolta presso i Poligoni del Tiro a Segno Nazionale (TSN) presenti nel nostro territorio con le Sezioni di Foggia, Candela e Lucera .

L'attività di controllo rientra tra quelle specificamente previste dalla normativa vigente a carico dell'Autorità di Pubblica Sicurezza ed è tesa a verificare la correttezza delle procedure formali e sostanziali adottate nella gestione del tiro: la tenuta di appositi registri, la custodia delle armi e delle munizioni eventualmente detenute e custodite, la presenza di personale munito di appositi profili professionali, quali il direttore di tiro, nonché la idoneità della struttura stessa ad essere utilizzata come poligono di tiro, e per la quale è necessario acquisire, periodicamente, una particolare agibilità da parte di una apposita Commissione Tecnica.

Gli interventi hanno evidenziato "anomalie" nella tenuta delle munizioni, tenute in esubero rispetto al limite consentito, senza essersi muniti dell'apposita licenza prefettizia, in tutte e tre le Sezioni, per complessive 100.000 cartucce, che sono state sottoposte a sequestro.

Prive dell'agibilità, perchè non rinnovata, le strutture di Foggia e Lucera. Anche in questo caso sono state sequestrate cautelativamente "le postazioni di tiro" di entrambe le Sezioni.

I controlli nell'ambito dei Tiri a Segno, rivestono particolare importanza, stante la necessità di assicurare in tali attività il pieno rispetto di tutte le normative di settore che, in caso contrario, come in un recente episodio avvenuto presso quello di Pistoia, possono provocare eventi molto gravi per l'incolumità personale dei tiratori.

Pubblicato il: 15 febbraio 2010
Ultima modifica: 15 febbraio 2010

venerdì 12 febbraio 2010

RINVIATI A GIUDIZIO


venerdì 8 gennaio 2010

Finoccki...ma di che parla?

E' un invito che faccio all'avvocato finoccki e al vicepresidente della federazione UITS , a spiegare a me ed a tutti i familiari delle vittime coinvolte dagli incidenti nei poligoni incendiati negli anni passati. Di che parla avvocato? Che dice? A chi lo dice? Come fa a dichiarare che le sezioni del tsn sono i luoghi garantiti per la sicurezza e la salvaguardia dei cittadini (cito l'articolo del mese corrente di armi&tiro che allego in questo link) . Veramente le chiedo se sa cosa sta dicendo ? E se ne è convinto. Non le bastano 3 morti e il doppio di feriti gravi e gravissimi? Non le bastano gli altri incendi che solo per miracolo non si sono tramutati in tragedie? Non è lei che è avvocato difensore in un processo relativo ad un gravissimo incidente che ha provocato la morte di un padre di famiglia?
E' un invito questo a spiegarmi di cosa sta parlando perché di sicurezza nei poligoni di tiro che uits e tsn gestiscono ( o ci provano a gestire) non c'è ne è nemmeno un briciolo....

mercoledì 2 dicembre 2009

IERI TI HO VISTO MORIRE.....


A commento degli articoli relativi all'udienza di ieri voglio solo ribadire che nel brevissimo video si solo può notare quanto violento sia stato l'incendio e quanto rapidamente si sia diffuso nei locali e che mio padre non è mai uscito dall'impianto . Nei brevissimi istanti in cui si è consumato l'incidente si può solo ipotizzare che lui abbia voluto mettere in sicurezza l'arma tenendo un comportamento diffuso anche fra gli altri partecipanti all'esercitazione fra i quali il direttore di tiro che ha anche recuperato il proprio fucile prima di abbandonare il locale . La cosa impressionante del video è la rapidità con la quale si è sviluppato l'incendio e la violenza delle fiamme stesse che in una manciata di secondi hanno invaso i locali che dovevano essere realizzati in materiali ignifughi ed a prova di incendio. Data la violenza delle fiamme e la rapidità con la quale esse si sono diffuse tagliando l'accesso all'unica via di uscita a mio padre non è rimasto altro che fuggire in direzione opposta alle fiamme sperando di trovare una salvezza che purtroppo non ha trovato.

lunedì 30 novembre 2009

TSN MIRANO , poligono inagible e le autorità? stanno a guardare


Apprendo che è stato fatto un esposto a vari organi competenti per la situazione in cui versa il poligono di mirano (ve) . detto poligono sarebbe inagibile ed abitualmente frequentato oltre che dagli appassionati (ed incauti direi) tiratori anche dalle forze dell'ordine e guardie giurate.
L'esposto descrive una situazione analoga a tantissimi altri impianti italiani. Stessi problemi stessa mancanza del rispetto di ogni normativa e legge in merito.
Che dire? Che forse forse gli incidenti non sono tanto tali ......

L'esposto qui http://img121.imageshack.us/i/espostomirano.pdf/




sabato 14 novembre 2009

incendio in un Poligono in corea , 10 morti

Corea Sud: incendio in poligono, almeno 9 vittime

14 Novembre 2009 09:11 ESTERI

SEUL - Un incendio ha devastato un poligono di tiro al coperto nella citta' di Busan, nella Corea del Sud, causando almeno nove vittime. Le fiamme sono divampate nel primo pomeriggio a partire dal secondo piano della struttura articolata su cinque diversi livelli. Ancora da accertare le cause dell'incendio. (RCD)